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Il mio viaggio a Roma: il racconto di un sogno.

Martedi 20 maggio 2014 ore 13:07, Porta Susa, Torino.
Il treno sta partendo, saluto mio marito e guardo la mia migliore amica che mi accompagnerà con la scusa di farsi un giretto nella città eterna, mi stringe la mano e mi dice: "emozionata?"..."Oh Dio, sto per svenire"!!!
Il convegno é domani e per la prima volta vedrò di persona tutte le componenti di VIVA. E penso: "Mannaggia, certo che la dieta la potevi pure fare meglio!!! Volevo perdere almeno 2 o 3 kg e invece avrò perso sí e no un etto! Pace, ormai e' fatta".

Ore 17:16 siamo a Roma.
Approfittiamo di questa serata libera per vedere alcuni vecchi amici. La serata passa veloce a Trastevere...passeggiare in questa città mi mette sempre di buon umore...La mia "amica" lá sotto brucia, ma nulla di drammatico. Mi ricorda che il motivo per cui ho deciso di far parte di tutto é: guarire, aiutare e prevenire.

Intanto in un b&b a 800 metri da noi a poco a poco arrivano le mie socie. Ma ancora non siamo tutte riunite. La notte non si dorme.
La mattina del 21 maggio cerco di ritoccare lo smalto e faccio un danno assurdo e sono senza acetone! Mi tocca pure cercare la farmacia. I capelli stanno uno schifo ed ovviamente le scarpe mi fanno già male dopo due passi. Nonostante i 27 gradi, ho addosso le mie belle e sexy mutande di seta e lana, perché di sicuro nella sala del convegno ci sarà l'aria condizionata a palla.

Ore 11:00 sono davanti alla Galleria Sordi e finalmente eccola...una delle ragazze...Abbracci forti...Bella, sorride. Ha già il badge al collo. Prepariamo anche quello delle altre. E dopo pochi minuti eccoci tutte lì. Il cuore mi batte a 1000, perché rivedo nei loro occhi me stessa, le mie paure, la mia gioia, la mia voglia di creare qualche cosa che farà la differenza. Il tempo per parlare é poco. Ci dividiamo i compiti: chi sta sotto alla registrazione invitati, chi sopra al nostro tavolo per poter dare tutte le informazioni sulla nostra neonata associazione, chi sta già in sala e chi compra un panino perché stiamo svenendo dalla fame.
I Medici arrivano, la tensione sale, arrivano anche i professionisti che ci hanno in cura. Alcuni di loro, come il Prof. Pesce, saranno relatori, altri semplici uditori. La lacrima già vuole scendere ma cerco di trattenere a stento.

Alle 14:00 il convegno inizia e parla Eliana, la nostra presidentessa. Le lacrime non si contano più... eccola lí, forte e decisa che parla di noi, del calvario vissuto, della paura, della diagnosi che non arrivava mai, di tutte volte che ci hanno detto pazze, delle porte chiuse in faccia, delle terapie costose, dei risultati che arrivano dopo mesi, anni...un grande inizio, non so come abbia fatto, io avrei pianto al "Buongiorno a tutti". Seguono gli interventi dei medici, da Murina a Sideri, Pesce, Cirillo, Armocida e tutti gli altri. Ognuno di loro parla in modo corretto, efficace, portando dati, statistiche, alcuni di essi impressionanti: si parla di vulvodina dal 1880 ma dall'inizio del 1940 arriva un vuoto quasi di 40 anni ... Perché?!?!?

L'aria condizionata non risparmia nessuna di noi, chi non riesce a stare seduta, chi ha un forte bruciore e poi ci sono io che in un’ora vado in bagno 2/3 volte.

Alle 17:20 ci chiama la segretaria del Dott. Bevere, cosí io ed Eliana lo andiamo ad aspettare all'ingresso. Un uomo di una semplicità ed educazione fantastiche. Eliana lo aveva già incontrato in precedenza. È felice di essere lì e ci rinnova i suoi complimenti. Nella sala intanto é il momento della tavola rotonda. Intervengono molti medici uditori e, con nostra enorme sorpresa, alcuni medici di Bari ci comunicano di aver inserito la vulvodina nelle domande di un questionario che somministrano al consultorio. Wow!!! Alcuni interventi li abbiamo fatti anche noi e scatta la standing ovation per Eliana quando ricorda a tutti che "Non so se l'avete notato ma ognuna di noi si è alzata come minimo 10 volte perché non riesce a stare in un ambiente con l'aria condizionata! Domani ne pagheremo le conseguenze...Queste siamo noi... ". Mitica presidentessa: mitica!!!

Finalmente tocca al Dott. Bevere: ed ecco che con grande sorpresa scopriamo che il Ministro della Salute sarebbe voluta essere presente per farci capire il suo sostegno. Ci spiega che verranno stanziati dei fondi per le regioni anche per noi, per la nostra malattia. Il governo farà la sua parte. E poi ci guarda, dritte negli occhi e ci dice: "Non siete sole...". E sono ancora lacrime che non riesco più a fermare. La Dott.ssa Cirillo e la Dott.ssa Armocida mi sorridono in modo affettuoso. Alla fine però siamo tutte con gli occhi lucidi. Certo, io sono una fontana...ma dentro quelle lacrime ci sono talmente tante emozioni che non mi è facile descriverle. Sono lacrime di una gioia strana, nel ricordo di quella solitudine con cui ho iniziato questo viaggio, dell'affetto che ho trovato da persone sconosciute, di un viaggio che mi portata a confrontarmi con i miei limiti più profondi e radicati, insomma, ci siamo capite, no?!?! Sono le lacrime delle ragazze che ho conosciuto anche solo al telefono, in tutti questi anni...forse sarà per quello che sono così tante...hihihi

Convegno finito!!! Fuori al nostro banchetto arrivano i primi medici ad associarsi, intanto riusciamo a parlare anche con gli Sponsor e con Rosanna di cistite.info (grazie infinite di esserci stata!!!). Riusciamo ad ottenere qualche minuto del prezioso tempo del Dott. Bevere: la sua gentilezza riesce a metterci a nostro agio. Carpiamo ogni consiglio, Eliana prende appunti su tutti i consigli che ci dá sulle azioni da fare post evento, dal comunicato stampa all'importanza del dialogo con le regioni. E ancora risuona la parola: “Il Ministro della salute é con voi!” Brividi...

Uscendo dalla Sala Polifunzionale incontro la dottoressa Cirillo che ci ringrazia per l'invito (e qui é doveroso un grazie alla capo moderatrice di vulvodiniapuntoinfo, che prima di abbandonare questo progetto, ha voluto e ottenuto la sua partecipazione al convegno facendosi da tramite) e mi dice: “Ho visto la sua commozione, siete state bravissime, grazie per la fiducia!” Ovviamente le rispondo che il grazie va a lei e, con la promessa di sentirci al più presto, ci salutiamo. Riescono a raggiungerci tutte le altre ed arriva anche la mia amica dal suo giro turistico... Eliana apre una borsa con un regalo per ognuna di noi: un porta incenso con lo stemma di VIVA ed il nostro nome...e lacrime furono ancora lì!!!

Siamo distrutte ma alle 21:15 ci ritroviamo in piazza San Pietro. Cena, vinello e tante ma tante risate. Siamo stanche ma fiere. Alcune di noi restano a sorseggiare cocktail fino alle 2:00 del mattino. E la sera credo sia una delle più belle della mia vita. Perché nell'aria si respira il bene che ci unisce, la sorellanza, il rispetto che abbiamo l'una per l'altra. Avrei voluto dire alle mie amiche molto di più ma non ci sono riuscita…Strano perché sono un tornado di parole. Ma sono certa che hanno visto i miei occhi come io ho visto i loro...E le parole stanno a zero: ci siamo, noi ci siamo per noi 7 e per chi busserà alla nostra porta. Torno al b&b stanca, fiera e piena di tanti sorrisi che il cuore mi pare un po' più grande.

Al mattino riesco ancora a prendere un caffè al volo con Giulia...Finisco la mia giornata romana da turista con la mia migliore amica ed i nostri amici romani.

Alle 18:30 sono sola a Tiburtina. Ascolto musica e arriva la mia canzone: “Try” di Pink, quella che ascoltavo quando andavo a Milano per fare le terapie e conoscere Giulia per la prima volta, quando ancora non esisteva l'idea di VIVA, quando ancora le mie giornate erano più buie che soleggiate...E poi quella canzone che, da allora, é la mia suoneria sul telefonino...perché io l'ho fatto, ho provato, sono caduta 1000 volte, ma accanto a me avevo mani tese pronte a prendermi...Sono imbambolata davanti al tabellone delle partenze....E mi sento Viva, mi sento libera, mi sento parte di qualcosa che ha cambiato la mia vita ed ha reso questa malattia qualcosa da non odiare. Mi scorrono davanti le immagini del convegno e tutti i volti delle mie socie...I loro occhi stupendi, onesti, di donne che non mollano.... E mi sento fiera di far parte di loro. Mi sento di fiera di aver fatto la mia parte per realizzare questo evento che sarà l'inizio. So che faremo grandi cose, so che tenderemo le mani di altre donne e spero di cuore che potremo infondere in molte pazienti, malate, la speranza...Perché anche se non sono guarita, so che questa malattia non vincerà su di me...Ma vincerò io. Anzi riassumerei il tutto dicendo: Vincere Insieme la Vulvodina non è utopia ma realtà.

Ora sono le 20:46 e Italo mi sta riportando a Torino, la mia migliore amica é ancora rimasta a Roma. Non vedo l'ora di abbracciare mio marito, la prima persona che mi aiutato a vincere e a credere. E ancora i miei occhi sono lucidi....